Rilasciata versione 2027.0 “Cima delle Saline”

smartTomo 2027.0: i sondaggi entrano nel programma, arriva MjolNET

Chi fa tomografia a rifrazione conosce la scena. È sera, la stesa ha novanta tracce, ci sono dodici scoppi da pickare e il modello non è ancora nemmeno partito.

La versione 2027.0 nasce da quella scena. Abbiamo lavorato su ogni passaggio, dal confronto con i sondaggi fino alla tavola che finisce sulla scrivania del committente. In mezzo c’è MjolNET, il nostro sistema di intelligenza artificiale.

I sondaggi sono dentro smartTomo

Una sezione di velocità si capisce davvero solo accanto a un sondaggio. Finora quel confronto si faceva fuori da smartTomo, a mano. Nella 2027.0 i sondaggi si importano da CSV, XLSX, ODS e AGS4 e si disegnano sulla sezione, con la loro legenda stratigrafica. Compaiono anche nella finestra di elaborazione a rifrazione, sopra il profilo.

Se nel file c’è un errore, per esempio una base sopra il proprio tetto, il programma lo segnala nella lista. I dati si esportano in CSV e AGS4.

MjolNET: un’intelligenza artificiale che aiuta, non sostituisce

MjolNET è il sistema di intelligenza artificiale di smartTomo. È nato con uno scopo preciso: aiutare chi interpreta, non prendere il suo posto. Le decisioni restano a voi. MjolNET propone, mostra e confronta.

MjolNET è privato. Non raccoglie dati e non ne trasmette.

Nella 2027.0 MjolNET ha due reti, M1 e M3. Sono facoltative: se non le attivate, smartTomo lavora come prima.

MjolNET M1: il picking che sa quando fermarsi

M1 legge le tracce e propone i primi arrivi. Fin qui nulla di strano, i picker automatici esistono da tempo. La differenza è un’altra: M1 sa quando non fidarsi.

Se una traccia è troppo sporca, M1 non inventa. Lascia la traccia libera e il picking resta a voi. Così il lavoro automatico copre le tracce chiare e la vostra attenzione va dove serve.

Il picking a rapporto di energia resta nel programma. Potete usare l’uno, l’altro o confrontarli sulla stessa stesa.

MjolNET M3: un secondo sguardo sul modello

Ogni modello invertito va guardato con occhio critico. Quel contrasto di velocità è una struttura o un artefatto? M3 è il secondo sguardo. Lavora sul modello già invertito e ne produce una versione filtrata.

Voi decidete se usarla. Con AI Difference Map vedete subito dove M3 è intervenuta e di quanto. Con AI Filter Comparison mettete i due modelli uno accanto all’altro. Ogni immagine che nasce dal filtro porta la filigrana “AI”, così nessuno scambia il modello filtrato per l’originale.

Modello originale, modello filtrato da MjolNET M3 e mappa delle differenze.

Come lavora M3 è spiegato nel white paper.

La tavola si compone in smartTomo

L’ultimo passaggio era il più noioso: esportare le immagini e rimontarle altrove. Il nuovo Print layout editor compone la tavola direttamente nel programma. Ha più pagine, righelli, cartiglio, legenda, dromocrone, barra dei colori e geometria della stesa.

Una tavola ben riuscita si salva come modello e si riusa sul progetto successivo. L’esportazione produce PDF, PNG, SVG, Word e OpenDocument.

Una tavola composta nel Print layout editor.

Piccole cose che si notano ogni giorno

  • Metri o piedi, a scelta, per distanze, assi e annotazioni.
  • Barra dei colori orizzontale o verticale, con font regolabili.
  • Anteprima di ogni palette nel menu.
  • Una lente d’ingrandimento flottante per il picking manuale.

Sotto il cofano il calcolo è più veloce, il modello occupa meno memoria e il parallelismo è più stabile.

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